Come curare la candida: quali sono i farmaci per la cura

La candidosi vaginale è un’infezione che colpisce l’organo genitale femminile. E’ provocata da un fungo e si presenta sotto forma di infezione che si manifesta attraverso delle sensazioni fastidiose di prurito continuo, bruciore e perdite. La forma infettiva più diffusa è quella causata dal fungo Candida Albicans che colpisce in modo particolare le donne che sono nell’età fertile e quelle sessualmente attive. Dalla candidosi vaginale possono essere colpite le bambine o ragazze in età adolescenziale o persino le neonate. In particolare anche le donne gravide sono particolarmente soggette a questa infezione dati i possibili cambiamenti degli ormoni durante i nove mesi.

Questo fungo saprofita è già presente all’interno della vagina e la sua vita è consentita dalla presenza di determinati microrganismi. Si presenta come un fungo innocuo fino a quando non vi è un’alterazione nell’ambiente della flora micotica della vagina. La modifica di questo equilibrio comporta lo sviluppo dell’infezione.

Le cause della candida vaginale

L’origine della vulvovaginite da candida è all’interno del nostro stesso organismo quindi si tratta di un’infezione endogena. Le cause possono farsi risalire a più fattori come ad esempio l’assunzione di farmaci ed antibiotici, farmaci a base di cortisone, somministrazione di un vaccino o malattie debilitanti. La causa principale resta comunque un abbassamento delle difese immunitarie.

Un’altra causa è dovuta ad una cattiva alimentazione. Se seguite delle diete squilibrate che sono ricche di zuccheri e che non prevedono o sono povere di sostanze come vitamina A e C, che regolano il sistema immunitario. Questo provoca una disbiosi e cioè un’alterazione della flora batterica.

Le cause della candida vaginale possono essere ricondotte anche a delle abitudini quotidiane del tutto sbagliate. Tra queste possono rientrare l’uso di una biancheria intima sbagliata, che è di materiale sintetico o troppo stretta, l’uso inappropriato di prodotti sbagliati per l’igiene intima, il cloro delle piscine. Queste abitudini sono sbagliate in quanto vanno comunque ad alterare l’intero ecosistema vaginale.

Questa infezione micotica può essere trasmessa sessualmente. Quindi per le donne che ne sono affette, non solo si consiglia di evitare di avere rapporti sessuali per avere un processo di guarigione più rapido, ma anche perché la candida comporta un dolore alla vagina molto forte che compromette lo stesso rapporto.

I sintomi della candida vaginale

Come già accennato in precedenza, il principale sintomo della candidosi vaginale è un continuo e fastidioso prurito alla vagina che induce chi ne è affetta a grattarsi sempre e senza nessuna sensazione di sollievo. Spesso il prurito è accompagnato da perdita di macchie bianche inodore che vengono definite “ricotta” proprio per l’aspetto simile alla ricotta che siamo soliti mangiare.

Altri sintomi sono il provare dolore durante i rapporti sessuali e durante la minzione. Inoltre si presenta un arrossamento della vagina e della vulva con un possibile screpolamento della pelle all’entrata della vagina.

Appena si riconosce di avere tra uno di questi sintomi è importante contattare il proprio ginecologo di fiducia che può indicare l’opportuna terapia antimicotica da seguire per risolvere e mettere fine all’infezione. Con la corretta somministrazione di farmaci si può evitare una possibile comparsa recidiva dell’infezione stessa.

Come curare la candida vaginale

Una volta che è stata diagnosticata la patologia da candidosi vaginale dal proprio ginecologo, si procede con la cura che è stata prescritta a base di farmaci antimicotici. I tempi della terapia variano molto a seconda del grado di sintomi lievi, gravi o se si tratta di una candidosi di tipo recidivo.

Nel primo caso la cura ha una durata breve e di soli tre giorni. Nel secondo caso la durata del tempo della terapia è più lunga mentre in casi di soggetti recidivi si procede con la somministrazione di farmaci via orale o che non sono stati colpiti da candida non albicans. La cura in questi casi prevede una terapia sistemica che coinvolge l’intero organismo con la somministrazione di antimicotici a base delle sostanze derivanti da azolici.

Normalmente la cura contro questa infezione si basa su una terapia localizzata che comprende antimicotici locali come clotrimazolo, econazolo e itraconazolo. Gli antimicotici in questione si presentano sotto forma di:

  • ovuli antifungini: gli ovuli sono un piccolo contenitore che contengono sostanze antifungine come clotrimazolo, econazolo e miconazolo. Vengono inseriti nella vagina utilizzando un applicatore adatto.
  • creme vaginali: le creme antifungine sono applicate localmente sulla parte interessata e all’entrata della vagina. La crema deve essere stesa in profondità con un apposito applicatore ogni sera. La posizione consigliata per l’applicazione è supina.
  • lavande vaginali a base di antimicotici: le lavande sono delle confezioni di medicinali in forma liquida. L’erogatore prevede una cannula che finisce con un erogatore apicale. Questo erogatore deve essere introdotto all’interno della vagina per poi far entrare tutto il liquido e far svolgere la sua normale azione terapeutica.

Come prevenire la candida vaginale

Per prevenire il rischio di infezione e una possibile situazione di recidività, è bene attenersi e seguire una serie di regole e consigli che possono evitare di contrarre questa patologia. E’ consigliato quindi:

  • lavare la vagina con un sapone intimo acido e non profumato;
  • seguire un regime alimentare regolare e ricco di frutta, verdura e fermenti lattici;
  • indossare biancheria intima di cotone e non stretta che impedisce che l’aria circoli.