Puntura di medusa: sintomi e rimedi

Meduse: dove si trovano?

Nelle calde giornate estive aumenta sensibilmente il rischio di una puntura di medusa per le persone che affollano le spiagge, infatti le meduse popolano ormai sempre più numerose i nostri mari a causa del surriscaldamento delle acque e l'abbondante presenza, soprattutto nel Mar Mediterraneo, del loro cibo preferito (plancton) per l'abuso di concimi da parte dell'uomo.

Le meduse che affollano le coste del Mediterraneo appartengono principalmente alla specie Pelagia nucticola, trasparente o violacea con lunghi filamenti che però non è particolarmente pericolosa e in questo caso la puntura di medusa può provocare solo reazioni nel punto di contatto. Nel caso della puntura di medusa i rischi aumentano se il malcapitato viene colpito in più punti del corpo da un branco di meduse.

 

Puntura di medusa: sintomi

La puntura di medusa, nota anche come morso o carezza di medusa, avviene per mezzo di particolari cellule urticanti (cnidocisti) dei tentacoli che, se toccate, estroflettono dei filamenti in grado di penetrare nella pelle ed immettere un miscuglio di tre proteine ad azione urticante, paralizzante e neurotossica.

I sintomi della puntura di medusa sono in un primo momento bruciore e prurito nelle zone colpite, seguono l'arrossamento e la comparsa di rilievi (pomfi) sulla superficie della pelle. Sintomi più gravi, tipici dei bambini e degli anziani, possono essere casi di confusione, difficoltà nella respirazione, nausea, vomito, vertigine e febbre. I sintomi della puntura di medusa durano circa 30 minuti, ma a volte possono protrarsi per alcuni giorni. Le persone con problemi cardiovascolari e le donne in gravidanza devono essere controllati da un medico dopo la puntura di medusa per evitare complicanze pericolose.

 

Puntura di medusa: cosa fare e cosa non fare?

In caso di puntura di medusa il tuo farmacista ti consiglia i migliori rimedi e quali sono le cose da fare e non fare:

Cosa fare

  • Uscire subito dall'acqua e cercare di mantenere il più possibile la calma, infatti l'eccessivo panico aumenta la produzione di adrenalina con una conseguente diffusione più veloce delle tossine in circolo;

  • Rimuovere i residui della medusa dalla pelle facendo attenzione a non farlo a mani nude per non correre ulteriori rischi in altre parti del corpo;

  • Lavare la parte colpita con acqua di mare che permette di diluire la tossina non ancora penetrata, a differenza dell'acqua dolce che potrebbe aumentare i sintomi;

  • Applicare una crema lenitiva, a base di bicarbonato di sodio, sulla zona infiammata in modo da ottenere un sollievo immediato dal bruciore e dal prurito;

  • Recarsi al Pronto Soccorso o chiamare il 118 nel caso in cui si presentano complicazioni come difficoltà respiratori, reazione cutanea diffusa, nausea e vertigini a cui potrebbe seguire uno shock anafilattico.

Cosa non fare

  • Non grattare la zona colpita perchè non serve a niente e può peggiorare la situazione a causa della rottura di nematocisti con il rilascio di ulteriori tossine;

  • Evitare l'uso di ammoniaca, urina e alcol che secondo le credenze popolari possono essere di una qualche utilità, invece potrebbero solo aumentare l'infiammazione;

  • Non usare creme al cortisone e antistaminci se la reazione infiammatoria è localizzata, in quanto questi farmaci entrano in azione solo dopo circa 30 minuti dall'applicazione, meglio un prodotto lenitivo che agisca subito;

  • Non esporre al sole la parte del corpo colpita per qualche giorno per evitare che i raggi solari possano accentuare la comparsa di macchie sulla pelle.

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